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Nel mare della fame con Silvano Agosti
Lettura scenica della «Tragedia brillante» alle 18 in San Barnaba
Al dibattito anche Fabio Volo
«Senti cosa dice il giornale: dai dati ufficiali risulta che anche quest’anno sono morti di fame un miliardo e 273 milioni di donne, vecchi e bambini» dice un ragazzino alla madre. E lei, assorta, risponde: «L’avessi io un miliardo, saprei cosa farne...».
Comincia in questo modo «Il mare è tornato tranquillo», «tragedia brillante» scritta dal noto regista bresciano Silvano Agosti, la cui lettura scenica viene proposta oggi, sabato, alle ore 18, all’auditorium S. Barnaba in collaborazione con l’assessorato alla Partecipazione del Comune, con la rivista Sipario, la Fondazione Teatro Carlo Terron ed il Centro attori di Milano.
Un testo «dolcemente simbolico», ma anche «prudentemente feroce» nei confronti delle organizzazioni che si occupano del problema della fame nel mondo. Così lo definisce Agosti, che salirà sul palco al termine dello spettacolo per un dibattito col pubblico, al quale parteciperà anche il conduttore Fabio Volo, che tra l’altro interpreterà il ruolo del protagonista nella prossima messa in scena al Festival teatrale di Asti (le musiche saranno curate da Ennio Morricone).
Si tratta di un dialogo fra un ragazzino, Michele, che, con la curiosità e la visione aliena da pregiudizi tipica della sua età, interpella la madre su una delle questioni ancora più scottanti all’alba del nuovo millennio, incontrando un muro di indifferenza (l’assorbono il lavoro a cottimo coi suoi ritmi ripetitivi e la preoccupazione per la figura di un marito/padre che «sta sempre per tornare e invece non arriva mai»).
«Cerco di far ridere su uno dei massimi drammi che l’umanità sta vivendo, visto che la serietà non sembra sufficiente a risolverlo» ha commentato Agosti, intervenuto in Loggia con l’assessore Rosangela Comini. «Non voglio svalutare i tentativi che si fanno in questa direzione - aggiunge il regista -, ma credo sia necessario avviare altre riflessioni. Oggi il mondo si divide in due parti: chi ha da mangiare e non il tempo per vivere e chi, invece, ha il tempo per vivere, ma non ha da mangiare».
Il testo è presentato per la prima volta a Brescia (dopo una rappresentazione a Milano qualche mese fa) con gli attori Claudia Lawrence (la madre) e Lorenzo Marangon (il bambino Michele); la regia è di Mario Mattia Giorgetti.
Emblema dell’incomunicabilità delle famiglie di oggi, ma anche della convinzione (erronea per l’autore) di non aver nulla da dare per migliorare la situazione dei nostri simili, il lavoro di Agosti vuole essere anche una «provocazione». «Soprattutto in un momento - ha sottolineato l’assessore Comini - nel quale il Comune è schierato sui temi della pace, della solidarietà e dei diritti umani».
Di passaggio in città, Silvano Agosti ha parlato anche dei suoi progetti: completato in questi giorni il suo ultimo romanzo, « Il semplice oblio», l’attende di nuovo l’impegno per il cinema, dove far confluire memoria, immaginario e inconscio in una grande opera cinematografica».
1 Marzo 2003
Giornale di Brescia
Nuotare contro l’indifferenza nel mare della vita
Il tempo? Qualcosa di sacro, che purtroppo ci togliamo ogni giorno immergendoci in mille impegni, dal lavoro alla palestra, dal fast food alla t v. Se potessimo riappropriarcene, forse allora rifletteremmo sui grandi drammi dell’umanità e troveremmo il modo per risolverli. Chiaro il messaggio di Silvano Agosti, il noto regista bresciano, autore de «Il mare è tornato tranquillo», una «tragedia brillante» che affronta il tema della fame nel mondo tra ironia e provocazione e la cui lettura scenica è stata proposta ieri sera in San Barnaba. Sul palco, nel ruolo della madre, l’attrice Maria Grazia Migneco (che ha sostituito Claudia Lawrence) e Lorenzo Marangon nei panni di Michele, il bambino-eroe che s’interroga su quel «miliardo e 273 milioni di donne, vecchi e bambini che muoiono per denutrizione». E che è disposto a sacrificare il proprio corpo per mandare «un pacco» al Comitato internazionale per le popolazioni del Terzo mondo. Questo di fronte ad una madre indifferente, chiusa nel muro della convenzionalità e delle proprie preoccupazioni. Lo spettacolo è stato presentato dal regista Mario Mattia Giorgetti e «battezzato» nel suo debutto a Brescia dal noto attore e conduttore Fabio Volo (Volo sarà fra l’altro protagonista nella prossima messa in scena del testo di Agosti al Festival teatrale di Asti). Nel pubblico anche un altro apprezzato regista di casa nostra, Franco Piavoli, che è intervenuto nel dibattito conclusivo. «Nei miei film e nei miei libri cerco di affrontare questi temi, che sono ancora un ostacolo per me e per gli altri - ha detto Agosti -. Il tempo della vita appartiene ai bambini, che hanno lo stupore negli occhi e la mente sgombra da pregiudizi. Mi piacerebbe che tutte le persone si facessero dono di questo tempo, sapendo come le cose accadono realmente. Che scoprissero l’unicità dell’esserci, il fatto straordinario di vedere e di sentire, senza rendersene conto soltanto quando malauguratamente viene meno». Migliorare i problemi quotidiani, amare se stessi è il primo passo, secondo il regista, per aiutare il prossimo. «Nessuno su questo pianeta fa in modo che gli esseri umani crescano con la consapevolezza della propria grandezza - afferma l’autore di «Uova di garofano» e dell’«Uomo proiettile» -. Che cosa rappresentano per ciascuno di noi i 6 miliardi di individui che camminano sulla terra? Praticamente nulla. Abbiamo solo poche frammentarie notizie; ancora non è nata la tv che ci fa vedere i tramonti in diretta, i fondali dell’oceano o la gente che sorride». Per sanare le piaghe che affliggono l’umanità basterebbe poco. Si potrebbe contribuire «eliminando la pubblicità», sostiene Agosti, il che equivarrebbe e «dimezzare i prezzi e a far lavorare tutti di meno».
2 Marzo 2003
Giornale di Brescia
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